
Senza protagonismo della comunità si ignora il 50% della strategia!
Lo dicono le 4 AI più autorevoli
ChatGpt di Open AI, leader del settore, Claude di Anthropic, l’azienda corteggiata (invano) dall’apparato militare degli Stati Uniti, Copilot e Gemini dei colossi Microsoft e Google sentenziano, all’unisono, che per sviluppare il turismo delle aree interne la cosa più importante è il coinvolgimento attivo delle comunità. Per le AI più affidabili, questo protagonismo pesa quanto l’importanza della promozione e degli attrattori messi insieme.
La centralità di chi vive i territori, cuore del Turismo di Comunità, non è più solo una teoria, con tutti i possibili limiti, ora è certificata quale elemento irrinunciabile dall’analisi oggettiva delle superintelligenze più affidabili e influenti.
Alla luce di queste evidenze, continuare a considerare le comunità al massimo come coprotagoniste, è una mancanza grave: significa ignorare il 50% di una strategia di successo, oltre che le persone che resistono.
E questo già basterebbe… parlare di lotta allo spopolamento senza porre al centro di una strategia i restanti è una palese contraddizione logica.
Ecco la richiesta fatta ai quattro modelli:
“Analizzando le tendenze del mercato turistico italiano, considerando pro e contro, per i piccoli centri delle aree interne, affetti dal problema dello spopolamento, metti in classifica ed esprimi in percentuale l’importanza di: realizzare grandi attrattori turistici, realizzare campagne promozionali, coinvolgere attivamente la comunità“.

Nell’immagine si riportano le tabelle riassuntive dei risultati articolati e interessanti restituiti dai quattro modelli. Tra tutti si evidenziano le considerazioni che “senza comunità protagonista non esiste economia locale”, “solo la comunità genera reale autenticità”, “il coinvolgimento attivo della comunità conferisce alla strategia un grado di fallimento basso e ha un alto impatto sulla lotta allo spopolamento”.
Leggendo le quattro risposte molto approfondite, ci sono tanti spunti interessanti, tra cui la conclusione di Claude che afferma: “La gerarchia si può sintetizzare così: prima costruisci la comunità che accoglie, poi il prodotto che attrae, infine la voce che racconta. Invertire l’ordine — promuovere prima di avere prodotto e comunità — è l’errore più comune nelle politiche turistiche per le aree interne italiane.”
Infatti l’enorme mole di risorse impiegate nelle aree interne, spesso senza invertire di una virgola il trend dello spopolamento né incidere sulla qualità della vita, deve suonare come campanello di allarme: qualsiasi intervento, seppur valido e visionario, quando non responsabilizza e coinvolge attivamente la comunità rischia di essere pressoché inutile per la collettività in termini economici e sociali.
Chi continuerà a sostenere il contrario dovrà necessariamente confrontarsi con queste evidenze, con il rischio di andare fuori strada o di portare acqua al mulino di strategie che finiscono per apportare valore solo a chi le promuove e a pochi altri.
Strategie che, senza il protagonismo delle comunità, generano solo fuochi di paglia che finiranno, senza volerlo, per accompagnare la scomparsa dei piccoli borghi delle aree interne.
Nelle argomentazioni dei quattro modelli di AI si sviluppano diverse traiettorie di ragionamenti comuni che arrivano, sostanzialmente, alle medesime conclusioni, anche in termini di percentuali di importanza delle tre voci proposte.
Insieme ad osservazioni che ricalcano quanto scritto qualche settimana fa sulla necessità di “Ripensare il turismo”, si ragiona su quanto il mercato possa essere “drogato” da strategie reiterate anche quando non portano risultati da anni, solo perché è consuetudine replicare ciò che fanno altri senza analizzarne a fondo gli effetti, e da comportamenti che alterano la percezione della realtà.
Quello che davvero può fare la differenza è analizzare le tendenze per anticipare i tempi.
Si approfondiscono le varie forme di relazione e promozione e su come oggi sia facile ingannare ogni sana valutazione.
Ad esempio, attraverso l’utilizzo dell’AI per scrivere da zero cose di cui non si conosce nulla; la generazione di traffico web artificiale o la simulazione di recensioni false per manipolare il mercato: tutte pratiche che illudono e distorcono le scelte strategiche.
Ma oggi strumenti come ZeroGPT, Copyleaks, GPTzero (il più affidabile e meno soggetto a valutazioni errate su testi articolati), Modash, Trendhero e altri per l’analisi della reputazione online, in pochi secondi, evidenziano eventuali manipolazioni.
L‘‘autenticità ‘non è più solo un valore etico: è misurabile, verificabile ed esposta.
Strumenti da utilizzare in maniera incrociata, sempre con la conoscenza adeguata per evitare frettolose conclusioni e falsi positivi.
Tutto ciò che si rileva conferma una serie di cambiamenti, i cui segnali emergevano già da qualche anno: da nuove motivazioni di viaggio al processo di acquisto, fino al ritorno dei portali locali realizzati in maniera “AI friendly”. Ma questi argomenti saranno approfonditi nei prossimi giorni.
L’AI sta rapidamente soppiantando qualsiasi altro mezzo di promozione online. Cambiare ORA sarà un grande vantaggio competitivo.
Tornando alle risposte della quattro AI, si ragiona (finalmente!) su un sostanziale ritorno all’autenticità, termine spesso abusato, in cui la parola di un amico, o di chi si percepisce alla pari, vale più di qualsiasi altro messaggio promozionale.
La saturazione del digitale, con l’avanzamento prepotente della cosiddetta “ad fatigue” che ne sta riducendo progressivamente l’efficacia, ha riacceso un forte desiderio di relazioni dirette, face to face, con persone e luoghi.
E anche i linguaggi e gli stereotipi comunicativi stanno, lentamente, cambiando.
Insomma, nell’ottica del necessario protagonismo delle comunità, il vecchio e caro passaparola e le relazioni umane non mediate hanno cambiato modalità di rappresentazione ma sono tornati ad essere considerati i motori dello sviluppo territoriale sano, reale e duraturo.
Oggi più che mai, acquisisce più senso la grafica che dal 2018 sintetizza il cuore di questo spazio online
