Facebook ieri mi ha ricordato una foto di 7 anni fa.
BIT – Milano, 2019.
La foto di una cassetta abbandonata per strada per difendere la mia terra, il Meridione. Questo il mio resoconto social ironico della BIT 2019.
E l’altra foto: IL RISULTATO per Sasso.
Cosa portai con me?
2 tablet con foto di Sasso, le storie dei personaggi illustri, il legame con la conquista della Luna e le storie di chi VIVE, OPERA ed è legato a Sasso sin dai tempi in cui non c’era il grande attrattore e si faceva una fatica immensa per promuoversi.
Raccontai ai responsabili delle Bandiere Arancioni del Touring Club tutto questo e mi trovai di fronte a un verdetto già scritto e a una domanda “Possibile che solo ora vi avvicinate al circuito?”
E mica le potevo raccontare che “solo” dal 2006 che chiedevo alle amministrazioni di fare quel passo?
Anche le foto parlavano di RADICI e parlavano di COMUNITA’.
INSIEME, e con risorse spesso zero o molto limitate, e grazie a chi ha interpretato la Pro Loco con cultura e libertà, Antonio Santomartino e tanti che aiutavano con passione, abbiamo raggiunto traguardi che speriamo possano rivedersi.
Numeri, affluenza alle manifestazioni testimoniate dalle immagini e riconoscimenti nazionali.
Senza considerare il livello culturale e turistico, quello può essere interpretato.
Ma i NUMERI e i riconoscimenti no.
O ci sono o non ci sono.
I numeri non mentono.
Da un po’ di anni, decine di migliaia di euro spesi nel quasi nulla, in tentativi, comunque onorevoli, ma confusi e raffazzonati.
Risultati?
Un declino costante e continuo di arrivi e presenze che, al di là dei numeri ufficiali, si vede a occhio nudo dalla sostanziale desertificazione ormai anche nei periodi di festa.
Non è un’accusa, è una realtà.
Far finta di non vederla non pone rimedio per migliorare.
È come un medico che per fare contento il malato non gli dice di una malattia.
Ma perché tutto questo?
Qui sta il punto vero.
Se tutto questo fosse il risultato di tentativi mal riusciti, di scelte che non sempre possono portare risultati (solo chi non fa nulla non sbaglia mai), potremmo tutti essere comunque fieri che qualche tentativo si faccia.
E lo siamo quando si parla di Sasso.
Ma qua siamo in presenza di altro.
Si PARLA di “comunità” ma quando quasi tutti gli operatori di settore e le associazioni hanno condiviso e sottoscritto un’idea di sviluppo, si è ricevuta risposta ad una richiesta di incontro dopo 78 (SETTANTOTTO) giorni!
Era un’idea per fare di Sasso un unicum al mondo, grazie al tema della luna.
Si parlava dell’importanza di lavorare sul suscitare emozioni… non piaceva nulla. E ci può stare.
Ma ora spuntano “i sentieri delle emozioni”.
Non è piaciuta l’idea della luna, ma poi si parla del legame indissolubile con Rocco Petrone…. anche se poi è stata ABOLITA la denominazione “Sentiero Rocco Petrone”.
In tutto questo, sono passati “solo” 15 mesi (QUINDICI MESI), oltre 450 giorni SENZA che l’assessore al turismo rispondesse a quella richiesta di incontro.
Chiaramente non è lo stesso che oggi parla di “comunità” sempre più spesso. O è lo stesso?
Incredibile: è lo stesso!
Quando mi ha chiesto un aiuto per la prima giornata del touring Club qualche anno fa, sono stato felice anche di gonfiare i palloncini e di appenderli in giro, senza pensarci su, con entusiasmo. Ovviamente tutto gratis.
Ma è stato mortificante ricevere un “non ci sono fondi” alla nostra (non solo mia) richiesta di impiegare qualcosa almeno per fare una promozione social. E dopo poche settimane 26000 (VENTISEIMILA euro), o giù di lì, sono stati spostati da una posta all’altra, e di questi, diverse migliaia erano avanzati dal fondo per le manifestazioni, cultura, turismo (semplifico).
Veramente un comportamento che, per la mia visione di sviluppo territoriale, appare senza senso.
Ora Sasso (FINALMENTE) è tornato alla Bit, ma quale comunità ha rappresentato?
Quella a cui l’assessore al turismo non risponde da oltre un anno?
Chi di questa comunità è stato coinvolto per la Bit?
Parte di quella “comunità”, anni fa, fornì i pasti completi a 6 (sei!!!) euro per tenere il primo raduno nazionale di camper in Basilicata, alla presenza per la prima volta in regione dell’allora Presidente nazionale e membro della Federazione internazionale.
E’ qui il punto. Non è una questione personale.
La “questione personale” la fa chi non si confronta, chi presenta “visioni” che non esistono, chi si arrocca su posizioni e numeri imbarazzanti se si fa il rapporto costi/benefici e chi parla di “comunità” ma tiene fuori e non si confronta se non con pochi o pochissimi.
E capisco se gran parte di chi sottoscrisse quella proposta sta silente o “attacca ‘u ciuccio addo’ va ‘o padrone”.
Perchè la libertà e la schiettezza hanno sempre un costo. Compendo molto bene.
Ah, un’ultima annotazione.
Alla Bit 2019 ci sono andato A SPESE MIE.
Al conseguimento della Bandiera Arancione il sindaco di allora, lo stesso di ora, mi ha ringraziato pubblicamente (e questo glielo riconosco e lo ringrazio ancora per l’onestà intellettuale di allora), ma a me non è MAI interessato tutto questo, altrimenti non avrei concluso la Bit 2019 con la foto di una cassetta abbandonata per strada…
Se avessi voluto visibilità, avrei fatto il pazzo per l’idea del Ponte e dovrei strapparmi i capelli per quello che sta nascendo (richiesta di incontro protocollata nell’estate 2017 anche per promuovere l’accessibilità per tutti al ponte tibetano e richiesta verbale fatta all’ingegnere progettista per capire se fosse possibile, attraverso innesti mobili, rendere almeno il ponte piccolo accessibile saltuariamente).
In quell’amministrazione, oltra al sindaco attuale, c’erano Rocco Stella e Antonietta Colangelo (con la quale siamo stati alla Bit 2019), ai quali, seppur amici veri, non ho risparmiato osservazioni, anche pubbliche, quando ho ritenuto, tra le tante positive, alcune iniziative poco promozionali in termini costi/benefici.
Perché da parte mia non è MAI una questione personale o di parte: parlo di freddi numeri; se faccio delle osservazioni, criticabilissime, dopo non faccio proposte, le proposte le faccio ancor PRIMA di parlare, odio le critiche da bar e chi fa chiacchiere; e, soprattutto, non mi sottraggo MAI al confronto, anche duro, ma schietto e sincero.
Perché ho creduto, credo e crederò, e difenderò solo e unicamente una parte, contro tutti e tutto: l’anima di SASSO!